(IT) La città dei cannibali
Questo scrivere questo colorito banchetto funebre
comporre aggraziati necrologi
il tavolo della poesia-matrigna di nero imbandito
un avanzo di eternità strappato dal muso della morte
lavi il volto nelle rovine socchiudi gli occhi
crescono i debiliti insoluti
non c’è amore non c’è scrittura
non c’è battaglia non c’è metafora
non c’è aguzzino non c’è poema
non c’è ferita non c’è con che scrivere
non c’è sconfitta non c’è risveglio
lo so è proibito commuoversi
l’ora di punta copre ogni cosa
i fiumi piegati sulle ginocchia sono presi dal sospetto
su una foglia scorre una casa una testa di squalo sangue di tigre
una mendicante pone le mani per una questua come una poesia
sotto le lettere si nascondono certi signori
al singolare o al plurale
scuri e freddi come notti insonni
generosamente distribuiscono il nero
perché si accompagni all’argilla ed al lutto
il mercato spicciolo di sogni e sorrisi
l’approvazione comprata su quello nero
la nuova morale il nuovo peccato
non bastano i confessori
non bastano le assoluzioni
non bastano i peccati
il pugno del sole percuote la terra
come ascessi le lacrime si rompono sul volto
le pareti portano il nero di una tentazione dai capelli viola
i quadranti fissano ottusamente davanti a sé
né una città neppure un pianeta
non sono certa
mischio le carte da un mazzo scartato
non sono certa nemmeno dello sporco sotto le unghie
aspetto il commiato finale
per perdonare fino allo stremo
traduzione Dario Prola
Submitted by admin on 22. August 2008 - 10:45.
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